L'ARTE ENTRA IN CUCINA

 

FONDO

 

Cosa significa scrivere di gastronomia? E' una domanda difficile, perchè meriterebbe una risposta lunga e complicata. Scrivere di gastronomia è soprattutto un piacere, una sensazione che nasce dalla fantasia, dalla curiosità e perchè no, dalla gola. Dietro ai sapori, agli odori, si nascondono tantissimi significati; dietro al gusto di sedere a tavola, ma anche di stare dietro ai fornelli, esite una trama fitta di simboli e linguaggi che costituiscono il variegato panorama della scienza culinaria.

 

Il nostro corpo, la nostra psicologia, l'educazione, la cultura, l'ambiente, la storia, sono elementi fondamentali per ripercorrere e capire l'itinerario del piacere, poichè condizionano non solo la preparazione e la presentazione del cibo, ma anche la percezione del gusto e la scelta di alcuni sapori al posto di altri. Esistono poi elementi spesso ignorati ma non meno importanti quali il desiderio, la creatività, la voglia, l'immaginazione che trasformano i cibi e la loro preparazione in un vero e proprio linguaggio. Chi ama cucinare generalmente scopre, ricerca, studia, fa esperienza, agisce secondo le sue conoscenze, i suoi retaggi e cerca, grazie alla fantasia, di creare per assecondare la necessità di comunicare stati d'animo e passioni. Non dovremmo scandalizzarci dunque, quando sentiamo definire la culinaria un'arte. La gastronomia è dunque l'arte della cucina, e come ogni arte deve disporre di una buona conoscenza dei materiali, della tecnica e naturalmente del talento. Chi volesse avvicinarsi a questa meraviglia dunque, deve sapere che la gastronomia non è solo la scienza che provvede a regolare le funzioni dello stomaco, ma qualcosa di molto più complesso dove, le cose da conoscere, sono tantissime. Ogni tempo, infatti, luogo, civiltà, ha dato importanza al cibo facendo delle scelte ben precise, elaborando le cotture e determinandone gli accostamenti. Non solo, ne ha fatto strumento di comunicazione, incontro, pensiero.

 

Se prendiamo in considerazione la cucina italiana in generale per esempio, noteremo che la tradizione popolare, regionale, borghese, in tempi moderni ha influenzato fortemente la nostra cultura alimentare che, a confronto con quella internazionale francese, si presenta semplice ed immediata. Semplici ed immediati come gli italiani? Per l'appunto. Ed è una cucina ricca la nostra, di sapori, di forme, di preparazioni, che ben si legano alla fantasia di un popolo famoso nel mondo, soprattutto per le sue arti e per le sue innovazioni. Ma cosa dire a proposito del nostro Friuli? Che tipo di arte culinaria lo caratterizza? La nostra regione si presentava in passato come una terra composta da molte razze, abitudini ed antagonismi. Per secoli è stata lo scenario di numerose invasioni e, come inevitabilmente accade, chi passa lascia il segno. Ecco che il Friuli diventa una regione dal popolo rude e laborioso. La sua cucina, simile a quella veneta, risente molto dell'influenza dei gusti e delle tradizioni dei popoli istriani, austriaci, slavi ed ungheresi. Possiamo comunque semplificare dicendo che in Friuli convivono due cucine: quella triestina e quella friulana. All'osservatore attento però, non sfuggerà il fatto che in realtà queste due cucine sono molto simili, entrambe infatti nascono dalo stesso fondo veneto, mentre, le componenti che le diversificano, non sono altro che condizionamenti ambientali (povertà o benessere) e territoriali. Ennesime componenti con le quali fare i conti per capire significati e significanti nella gastronomia. Con questo inserto dunque, che vogliamo considerare come un piccolo antipasto, cercheremo di introdurre l'appassionato di cucina o il semplice buon gustaio, in quel mondo di gusti sapori e profumi ancora tutto da scoprire. Un mondo che possiede naturalmente la sua storia, i suoi usi e costumi, i suoi artisti, le sue leggende, tradizioni, e perchè no, i suoi eroi, scienziati, filosofi e poeti.

 

LUCIA BURELLO


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